Giovani_in_partenza

Giovani gaggianesi nel mondo (3)

Terzo appuntamento con i giovani concittadini all’estero a caccia di nuove esperienze di vita ed un futuro più stabile.

Continua la nostra raccolta di testimonianze di giovani gaggianesi all’estero, questa volta è il turno di Mattia Pampuri, da poco trasferitosi vicino a Londra, in Inghilterra.

Mattia, qual è il tuo percorso educativo e professionale? Ho frequentato il liceo scientifico tecnologico ad Abbiategrasso, dopo essermi diplomato ho deciso di continuare i miei studi al Politecnico di Milano dato che avevo già passato il test d’ingresso il penultimo anno di liceo, dopo quattro anni di frequentazione e forse anche per il continuo fallimento di alcuni “soliti” esami ho capito che non era la mia strada e ho deciso quest’anno di abbandonare gli studi e d cercare di entrare nel mondo del lavoro.

MPQuali sono le ragioni che ti hanno spinto ad andare all’estero?
La ragione principale che mi ha spinto ad intraprendere quest’avventura è il fatto che, di questi tempi, per cercare di essere più competitivi, bisogna avere più “abilità” possibili. Conoscere una sola lingua a meno che non sia l’inglese credo ormai sia una cosa “limitante”.

Ritorni nel tuo paese di origine? E’ una realtà a cui senti di appartenere ancora o è soltanto uno dei luoghi in cui hai vissuto? Cosa ti lega ancora al tuo paese (sia quella con la P maiuscola che quello con la minuscola): segui ancora con interesse cosa succede a Gaggiano e, più in generale, in Italia? Si, credo proprio di ritornare nel mio paese d’origine, mi piacerebbe molto, e magari trovare un impiego, perché comunque è grazie a quello che ho imparato a “casa” che mi ha permesso di intraprendere quest’avventura, grazie agli studi che ho fatto e quindi alla mia formazione che ho potuto trasformare il desiderio di partire in realtà, e mi sento di dire, con pochissime difficoltà, se non quella di cavarsela da soli. Ma soprattutto devo ringraziare la mia famiglia che mi ha aiutato in tutti i modi a realizzare la cosa. Purtroppo non seguo moltissimo le vicende gaggianesi da qui, ma posso dire che i social network mi danno una grande mano a rimanere aggiornato su ciò che succede a Gaggiano, perciò qualche volta e se usati “bene” possono essere molto utili. Stessa cosa vale per le vicende italiane, cerco sempre di rimanere aggiornato su notizie varie, anche se in questo caso è molto più facile rimanere sul pezzo, grazie ai diversi mezzi d’informazione.

Torneresti in Italia? Non senti di essere una risorsa che è emigrata all’estero, uno dei tanti “cervelli in fuga” che il nostro Paese sta perdendo negli ultimi anni specie tra le figure più giovani e più qualificate. Come dicevo prima, certamente tornerò in Italia perché mi sento ancora molto legato al mio paese d’origine, ma non mi spaventa la prospettiva di lavorare fisso all’estero, se si presentasse l’occasione non me la lascerei scappare. Ovviamente sarebbe molto bello poter tornare da questa esperienza e trovare un lavoro in Italia, non lo nego, ma quest’esperienza mi sta insegnando a non aver paura di affrontare la “strada più tortuosa”, poiché spesso è fronteggiando le cose più difficili che si cresce e si capisce come “affrontare la vita”… anche perché “dopo che si sono affrontate le cose più difficili un po come in un’analisi algebrica qualsiasi cosa venga affrontata dopo l’esercizio più difficile risulta ancora più facile di prima”. Per tutto questo spero al mio ritorno di non essere una risorsa persa, ma di poter contribuire attivamente grazie alle mie conoscenze e abilità.

Cosa ti manca e cosa non ti manca del tuo paese di origine? Consiglieresti ad un giovane di partire per un’esperienza all’estero? La cosa che mi manca di meno sono certamente i lunghi tempi di attesa per qualsiasi cosa, credo che questa sia una delle cose che dovremmo migliorare e un’altra è la meritocrazia, che invece all’estero viene messa prima di tutto: se una persona è valida viene premiata e a nessuno interessa che tu sia o meno il “parente di”, importa solo l’impegno che metti nel tuo impiego; se sei valido, se dai il massimo, tutti i tuoi sforzi verranno ripagati, è una cosa molto gratificante che in italia credo esista solo in pochissime e particolari situazioni. Non saprei cosa dire tra le cose che mi mancano di più, forse le piccole abitudini quotidiane ed ovviamente famiglia ed amici, ma ormai per spostarsi dall’Italia all’Inghilterra ci si impiega quasi meno tempo rispetto a spostarsi dal nord al sud del nostro paese, quindi basta davvero poco tempo per vedersi. Sento di consigliare a chiunque di intraprendere un’esperienza come la mia,  specialmente ai giovani perché aiuta molto a crescere, a capire cosa c’è di buono e da apprezzare del nostro paese e cosa invece andrebbe migliorato, o addirittura stravolto e cambiato.

 
 

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