consiglio comunale 21.07.15

Bilancio di Previsione 2015:
il parere di Scegli Gaggiano

Il Bilancio presentato dalla Giunta ha un’impostazione opposta a quella necessaria vista la situazione del Comune. Ecco le nostre opinioni e proposte.

 

 

L’equilibrio del Bilancio presentato durante il Consiglio Comunale del 21/07 è ottenuto grazie all’aumento di diverse Entrate sovrastimate e incerte, mentre nella spesa corrente non vi sono riduzioni. La sovrastima delle Entrate, oltre a rendere molto aleatoria la quadratura del Bilancio 2015, porterà un peggioramento della sofferenza finanziaria del Comune. Abbiamo sentito molte volte citare i dati delle anticipazioni di cassa (da ultimo in Commissione Finanze il neo assessore Reffo), ma dopo 14 mesi nulla è stato fatto (o almeno avviato concretamente) per migliorare la situazione. 

A questo proposito si ricorda che, oltre agli altri motivi di fondo (minori oneri urbanistici, minori trasferimenti, profonda crisi del tessuto economico locale, conseguente aumento dell’elusione fiscale), la suddetta sofferenza di cassa è anche uno degli esiti della decisione virtuosa e necessaria presa dal 2011 di non accendere più mutui. Tale decisione (ribadita dall’attuale Giunta) – invertendo un trend trentennale di crescita del debito non più sostenibile e che avrebbe portato nel giro di pochi anni il Bilancio al collasso – ha ridotto il massiccio indebitamento dell’Ente di circa il 30% nel giro di quattro anni, ma ha privato il Comune di liquidità da usare nel breve, mettendo di fronte l’Amministrazione alla vera sfida politico-amministrativa della sindacatura 2014-2019: garantire i servizi comunali a minori costi, riorganizzando gli stessi.

Non vorremmo però che la Giunta trovasse più semplice sostituire la liquidità prima derivante dai mutui con la liquidità oggi derivante dalle alienazioni (capannoni di Via Leonardo da Vinci, appartamenti, farmacia ecc.).
Questo, infatti, sarebbe un modo per respirare nel brevissimo, spostando il problema più avanti quando comunque gli importi incassati dalle alienazioni dovranno essere spesi per opere di Investimento (asfaltature, ampliamento cimiteri, manutenzione straordinarie scuole ed edifici pubblici, centri sportivi, arredo urbano ecc.), le sole che possono giustificare la vendita del patrimonio di tutti.

Entriamo nel dettaglio:

SPESE CORRENTI

Al netto dei fondi costituiti o aumentati come effetto del nuovo sistema contabile (219.000 circa fondo pluriennale vincolato, incremento del fondo svalutazione crediti portato a 123.000, incremento nominale dell’IVA) e del fondo di riserva (58.000), la spesa corrente si attesta oltre i 7.900.000 €, contro i 7.764.000 € del consuntivo 2014.

Ciò significa che nel 2015 non vi è alcun significativo effetto di risparmio, al contrario di quanto la Giunta aveva annunciato mesi fa, derivante da riorganizzazioni di servizi, per il semplice motivo che queste riorganizzazioni sono state più volte annunciate ma non attuate: mense, trasporti, centri sportivi ecc. Sarà tra l’altro tutto da vedere se le stesse, come attuate dalla Giunta, porteranno effettivi risparmi.

ENTRATE CORRENTI

Vi sono a nostro giudizio nel Bilancio diverse Entrate sovrastimate o addirittura del tutto incerte; ecco i principali esempi:

  1. TASI: confermando il giudizio negativo sulle detrazioni come definite nel 2014 (il nostro Gruppo aveva proposto, a parità di gettito, detrazioni più eque e articolate), rileviamo una previsione di € 750.000, contro l’importo accertato nel 2014 di 669.423 € (+ 12%), non giustificato dagli introiti derivanti dalla decisione della Giunta di far pagare la tassa anche alle nuove abitazioni non vendute;
  2. TOSAP: non è stata giustificata, nemmeno in Commissione Finanze, la previsione di € 70.000, cioè il doppio dell’accertato 2014, pari a 35.424 €
  3. ADDIZIONALE IRPEF: nonostante la crisi, viene confermato (anzi leggermente arrotondato in aumento) l’importo 2014, portando la previsione a € 1.180.000 (contro il 1.140.000 del 2013, già elevato); viene anche confermata l’esenzione per i redditi fino a € 7.500 annui, esenzione del tutto fittizia essendo tali redditi già esenti Irpef. Ricordiamo che, in occasione del dibattito sul bilancio 2014, il Sindaco aveva annunciato per il 2015 l’aumento della soglia di esenzione.
  4. SCUOLE MATERNE COMUNALI: si prevede un’entrata di 245.000 €, contro un consuntivo 2014 di 209.000 (+ 17%), a fronte di aumenti di tariffe del 10% circa da settembre, con un effetto quindi nel 2015 di circa il 4%.
  5. ASILO NIDO: discorso analogo per il Nido, con un previsione di 250.000 € a fronte di un consuntivo 2014 di 218.000 (+ 14%)
  6. FARMACIA COMUNALE: mentre la Giunta dichiara che deve ancora decidere se venderla o darla in concessione, in realtà si mettono in bilancio 200.000 € a copertura della parte corrente. Ciò significa che la Giunta si è obbligata (a propria insaputa?) a dare la farmacia in concessione (cioè in affitto), perché in caso di vendita l’introito non potrebbe andare a coprire la spesa corrente. Rimane poi da capire come sono scaturiti questi 200.000 € (è forse una Una Tantum iniziale a cui seguirà un canone annuo? Quanto sarà questo canone? Per quanti anni?), non essendovi nessuna linea guida della Giunta, nessuna perizia, ovviamente nessun bando. In sostanza finora non c’è nulla, solo un importo messo in Bilancio e non spiegato nemmeno nella Relazione della Giunta.
  7. ONERI DI URBANIZZAZIONE: vengono previsti 350.00 €, di cui 210.000 € a copertura della spesa corrente. Ad oggi, come comunicato in Commissione Finanze, ne sono stati incassati 105.000 €, cioè il 30%. Non è stato comunicato a quali interventi edilizi si riferiscano e su questo sarà nostra cura inoltrare un’Interrogazione al Sindaco.
  8. ENTRATE PER GARE NON ANCORA AVVIATE: in Commissione Finanze è stato comunicato che nei “Proventi diversi” sono stati previsti 65.000 € per rimborso spese delle gare mense e centro anziani (35.000) e per il rimborso del costo del personale dei trasporti (30.000 €) che verrà distaccato presso il vincitore di una prevista gara per l’affidamento del servizio. Notiamo che per entrambi i punti, non sono ad oggi usciti nemmeno i bandi di gara.

TARIFFE SERVIZI COMUNALI E INTRODUZIONE ISEE

Le tariffe dei servizi scolastici e prescolastici sono state aumentate di circa il 10% ma, a oltre questo aspetto molto negativo per i cittadini, rileviamo che la modalità di attuazione delle fasce ISEE è gravemente iniqua.

Facendo l’esempio dei servizi scolastici, per gli stessi è stata prevista una fascia tariffaria massima corrispondente al valore ISEE di € 15.001, fascia nella quale si collocherà (in base a semplici simulazioni su casi reali) la quasi totalità degli utenti. L’aggravio per un bambino frequentante le scuole materne (comunali e non) sarà di circa 210 € annue (130 per l’aumento della retta e 80 per l’aumento dei buoni pasto), mentre per un alunno frequentante le mense scolastiche sarà di circa 100 € annue.

Nella fascia massima, come detto, entreranno quasi tutti, cioè utenti con redditi e patrimoni bassi, medi, alti e altissimi, con ciò contravvenendo alla logica del sistema ISEE che dovrebbe graduare le tariffe sulla base di fasce di reddito e di patrimonio.

Inoltre si prevede, come “punizione” per chi non presenterà i dati ISEE, l’inserimento d’ufficio nella fascia massima di cui sopra, nella quale comunque quasi tutti entrerebbero. Ciò significa, secondo logica, che il Comune – alla fine del periodo transitorio di applicazione previsto fino a dicembre 2015 – non avrà a disposizione una quantità di dati tale da poter analizzare la situazione complessiva delle condizioni ISEE delle famiglie e, quindi, non potrà graduare la tariffazione in base a redditi/patrimoni: tutti – poveri, ceto medio e ricchi – rimarranno nello stesso calderone.

Si poteva e doveva invece utilizzare, a nostro giudizio, il periodo transitorio per incentivare gli utenti a presentare i dati ISEE prevedendo un extra costo per chi non li avesse presentati. Solo così si sarebbe potuto dal 2016 tarare con criteri di equità la tariffazione, nell’ottica di abbassare le tariffe per le fasce medio basse e aumentarle per i ricchi o molto ricchi in termini di reddito/patrimonio.

INVESTIMENTI

A parte gli Investimenti già finanziati con donazioni (400.000 per piazza Daccò) e contributi (rotonda per parcheggio ferrovia), ma non ancora o appena avviati, la gran parte dei nuovi Investimenti 2015 è finanziata con il saldo della vendita degli immobili industriali di Via Leonardo da Vinci a Sasom, pari ad € 940.000 (oltre ai 230.000 € circa già incassati nel 2014).

Ebbene, premesso che confermiamo il nostro giudizio contrario su questa vendita – sia per gli effetti negativi sulla parte corrente del bilancio, sia perché è sempre più evidente che la permanenza e lo sviluppo dell’attività di Sasom in Via Leonardo da Vinci è incompatibile con una zona ormai pienamente inserita nel tessuto residenziale e commerciale – esprimiamo sconcerto sulla lentezza dell’operazione e sui conseguenti ritardi nella realizzazione degli Investimenti previsti (ci riferiamo soprattutto alla manutenzione delle strade e dei cimiteri, mentre altre opere sono decisamente non urgenti come l’ampliamento della biblioteca).

Infatti, il bando di vendita del 30/12/2014 prevedeva il 30/6/2015 come data limite per il rogito tra Comune e Sasom e per il conseguente pagamento da parte di Sasom. Questa data non è stata rispettata per necessità di verifiche catastali e per la sistemazione dell’area (come comunicato dal Sindaco in risposta ad una nostra Interrogazione), operazioni che certo non comportano un lavoro di 6 mesi. È un altro esempio, a nostro giudizio, dell’inefficienza di questa Amministrazione.

Per tutti i motivi sovraesposti il Gruppo consigliare Scegli Gaggiano esprime voto contrario alla proposta di Bilancio 2015 presentata dalla Giunta.

Le nostre proposte sulle tasse